I miei clienti sono persone come me
Persone che ogni giorno lavorano sodo,
per ottenere i risultati migliori.
Cosa aspetti? Basta un click per iniziare.

CHI SONO

Nato a Perugia il 26 Agosto 1975, lavoro come Promotore Finanziario e collaboro con un importante gruppo bancario italiano. Fin da piccolo sono sempre stato una persona molto dinamica e operativa così nel 1998, ho subito iniziato in questo settore e all’età di 22 anni, un precoce per quei tempi, mi sono guadagnato la mia personale “Laurea” tra le scrivanie dell’allora Banco Ambrosiano Veneto.

Mettermi in gioco mi è sempre piaciuto molto e dopo la gavetta nel complesso e affascinate mondo Finanziario oggi sono attualmente qualificato come Professional Financial Adivsory. La vita professionale è impegnativa e occupa molte delle mie 24 ore giornaliere, sia sul fronte operativo che su quello strategico, sia sul piano pratico che su quelli emozionale e intellettuale, ma cerco di compensare con tutte le altre mie passioni e Hobby.

Quando non lavoro amo passare del tempo nella palestra per seguire la mia squadra di pallavolo dove ho giocato per molti anni, di cui sono stato capitano, ed ora Team Manager. Questo sport mi ha dato veramente tanto, mi ha insegnato ad interagire in una squadra, ad assumermi le mie responsabilità, a non trovare alibi di fronte alle sconfitte, ma imparare sempre una lezione nuova. La persona che mia ha fatto innamorare di questo sport è Julio Velasco, con la sua storica Nazionale. L’altra mia passione e la pesca a Mosca che rappresenta per me la mia i sola felice e di tranquillità assoluta. La restante parte della mia vita si divide tra amici, affetti, collettività,corpo e spirito.

LA MIA FILOSOFIA

Il settore del risparmio e degli investimento è notevolmente cambiato ed è conseguenza della trasformazione che sta attraversando la nostra società, questioni demografiche, economiche e politiche hanno portato conseguenti e innumerevoli evoluzioni anche nel mondo finanziario. E’ nata l’Europa unita abbiamo cambiato materialmente anche la nostra moneta. Io credo che tutti debbano prendere consapevolezza che è ormai imprescindibile avere un consulente finanziario con il quale poter fare una pianificazione delle proprie esigenze.

Le nuove generazioni che si fanno forti della tecnologia e dell’innovazione devono portare nel loro bagaglio di novità la figura del professionista del risparmio come referente per tutte le scelte relative al mondo finanziario. Avere una consulenza sul proprio patrimonio, sulla sfera pensionistica, Pianificazione successoria e coperture assicurative a tutela della propria famiglia.

LA MIA FILOSOFIA SI BASA SU TRE PRINCIPI:

>> Conoscenza del cliente o del nucleo familiare
>> Continuità Rapporti nel tempo
>> Fiducia reciproca

IL MIO METODO

Tra Segnali di Fumo e Previsioni

L’ uomo vive più a lungo, questo comporta delle variabili maggiori da tener in considerazione e un modo differente di interpretare le nostre scelte. Le azioni di oggi produrranno i risultati di domani, siamo ormai consapevoli che “i nostri risparmi dovranno durare di più”.

I tassi d’interesse non sono mai stati così bassi, oggi è arrivato il momento di globalizzare i nostri risparmi per ridurre i rischi e trovare le risposte che ci consentano di accrescere le nostre fonti di reddito e capitale.

È diventato importante valutare Rendimento/Rischio/Fiscalità prima di ogni investimento, rivedendo le nostre stretegie e facendo un quadro generale che tenga conto anche del patrimonio immobiliare.

  • INDIVIDUARE  GLI OBBIETTIVI
  • STUDIARE UNA PIANIFICAZIONE
  • ELABORARE DELLE SOLUZIONI

SERVIZI

Servizio Investimenti

Costruzione e gestione portafogli d’investimento:

ETF ETC
FONDI COMUNI E SICAV

GESTIONI SEPARATE

GESTIONI PATRIMONIALI
PERSONALIZZATE
 more

Consulenza Oggettiva

CONSULENZA PORTAFOGLI
in Istituti terzi (advisory)

INVESTIMENTI ALTERNATIVI:
Arte, Auto e Moto d’Epoca, Diamanti

VALUTAZIONE IN MERITO ALLE ANOMALIE BANCARIE

 more

Servizi di Erogazione

Consulenza e coordinamento gestionale per:

MUTUI

AFFIDAMENTI GARANTITI

FINANZIAMENTI

 more

Consulenza Patrimoni

PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA

PASSAGGI GENERAZIONALI

SERVIZI FIDUCIARI

TRUST

 more

Consulenza Real Estate

VALUTAZIONE PATRIMONIO IMMOBILARE

SOLUZIONI DI DIVERSIFICAZIONE IMMOBILIARE

INVESTI IN ARTE

E' corretto pensare all' arte come investimento?

Sicuramente sì, visti gli indici riportati dalle fonti ufficiali di esperti del settore.

Oggi l’investimento in Opere d’Arte ed in particolar modo in Opere d’Arte Contemporanea può essere veramente considerato un investimento che oltre a rendere nel medio e lungo periodo può addirittura offrire nel breve periodo altissimi tassi di rendimento se la scelta, ove indirizzare le proprie preferenze, risulta azzeccata.

Basti ricordare che gruppi come Microsoft o Deutsche-Bank sono tra i più grandi “investitori” in Opere d’Arte Contemporanea al mondo, con collezioni tra le più vaste ed importanti a livello planetario.

Le stesse Progressive Insurance, UBS and Hallmark, sono focalizzate nel selezionare opere d’arte contemporanea di artisti internazionali.

I maggiori mercati mondiali d’arte restano comunque sempre New York e Londra ma il mercato in ogni caso sta divenendo sempre meno “localizzato” e più accessibile a tutti grazie all’avvento delle tecnologie connesse alla rete di Internet (esempio la possibilità di postare offerte via internet, utilizzata dalle maggiori Case d’Asta italiane ed internazionali).

Si rivela quindi oggi fondamentale saper scegliere dove indirizzarsi.

INVESTI IN ARTE

Quanto rende investire in arte?

L’investimento in arte permette di ottenere nel tempo rendimenti elevati. Secondo William Goetzmann – The Yale School of Management – dal 1900 al 1980 l’investimento in arte ha offerto un rendimento medio annuo in dollari superiore al 17%, mentre secondo David Kusin – Kusin & Company – dal 1988 al 1998 le opere della pittura americana hanno reso mediamente il 14% annuo in dollari.

La fiscalità dell’investimento in arte
L’investitore in opere d’arte gode di maggiori vantaggi fiscali rispetto a chi investe nei mercati finanziari o in quelli immobiliari. I privati, infatti, non pagano tasse sulle plusvalenze derivanti dalla compravendita di opere d’arte e la quota del patrimonio investita in opere d’arte non viene periodicamente tassata e non deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi. Le opere d’arte non sono soggette a tassazione: per i privati non esiste l’obbligo di denunciarle nella dichiarazione dei redditi, mentre un’impresa può addirittura detrarre le relative fatture come costi di produzione se le opere sono collocate in un locale di rappresentanza. Con le nuove normative vigenti, le opere d’Arte sono detraibili come beni materiali e strumentali, ammortizzando dal totale della fattura una percentuale che varia dal 33% al 46% distribuibile in 4/5 anni.

La fruibilità dell’investimento in arte
L’arte rispetto ad ogni altra forma di investimento tradizionale permette al possessore di fruire esteticamente dell’opera. Il piacere di appendere un quadro alle pareti di casa e di poterlo contemplare è sicuramente superiore rispetto a possedere il certificato di un titolo azionario o di un fondo d’investimento.

 La diversificazione dei rischi
L’obiettivo di ogni risparmiatore è quello di ottenere un buon rendimento dai propri investimenti sostenendo il minor rischio possibile. Per ridurre i rischi occorre diversificare i propri investimenti. L’arte, come gli immobili, rappresenta un’interessante opportunità di diversificazione per i propri investimenti finanziari.

 Come investire in arte
I consigli di due grandi collezionisti americani Victor e Sally Ganz sono i seguenti:
1) dedicare una grande passione e impegno nel collezionare arte
2) concentrare e focalizzare gli sforzi in un ambito ben delimitato
3) maturare una profonda conoscenza della materia
4) acquistare con cura, riflessione ed analisi
5) avere pazienza lasciando lavorare il tempo

Come acquistare un’opera d’arte
Prima di acquistare un’opera d’arte è opportuno verificarne la provenienza e l’autenticità chiedendo tale dichiarazione al gallerista od alla casa d’aste. Una volta acquistata l’opera è conveniente ottenere anche l’autentica rilasciata dall’artista, se vivente, oppure dalla fondazione o dall’archivio delle opere dell’artista, se presenti, o altrimenti dagli eredi.
Chi investe nell’arte deve muoversi con cautela, poiché le insidie di questo mercato sono numerose. Il confine tra vero e contraffatto, in particolare, risulta estremamente labile, ed il falso è purtroppo sempre in agguato. Il problema, infatti, è che si tratta di un mercato fondamentalmente poco trasparente, in cui le informazioni e l’expertise sono in mano a una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Quindi, chi vuole speculare su questi beni senza avere le necessarie conoscenze parte già con il piede sbagliato. Il consiglio, perciò, è di acquistare sempre con l’aiuto di un esperto, magari in una vendita all’asta tenuta presso una casa d’aste accreditata, puntando su oggetti d’arte che vi piacciono e che hanno un certo valore, i quali possano valorizzare e personalizzare la vostra abitazione, e che – se siete fortunati – già dopo qualche anno potrebbero rivalutarsi anche del 200%.

Investimenti d’ arte
I guadagni arrivano fino al 5,8% Le aste diventano test anti-recessione
E’ il momento della verità per il brillante e miliardario mondo dell’ arte contemporanea. Siamo nel primo mese delle grandi aste di Christie’ s e Sotheby’ s del 2008: in vendita, tra l’ altro, c’ è l’ icona italiana del XX secolo: Lucio Fontana, con un’ opera stimata 6-6,5 milioni di euro. Dall’ andamento delle vendite sarà possibile capire se la «bolla» del mercato dell’ arte scoppierà sotto il peso della crisi americana, o se sarà in grado di reggere. Gli esperti sono ottimisti: lo sviluppo ininterrotto degli ultimi quattro anni non è dovuto ai compratori americani ma alla grande liquidità immessa da nuovi investitori: russi, cinesi, arabi, indiani. E poi c’ è il fatto che il mercato dell’ arte, come quello dell’ oro, si muove in direzione opposta rispetto agli investimenti tradizionali. Risulta perciò particolarmente proficuo in momenti d’ instabilità, come nel 2002 e oggi. Ne sa qualcosa l’ attore inglese Hugh Grant che, nell’ autunno scorso, dalla prestigiosa casa d’ asta Christie’ s, ha venduto la «Liz» di Andy Warhol, a 23,7 milioni di dollari: 8,7 in più di quanto l’ aveva pagata sei anni prima. Secondo i consulenti di Art Investments, cento euro investiti in arte nel 2000 sono diventati 157 nel 2007, contro i 97 della Borsa e i 79 dei bond decennali Usa. Solo l’ oro fa meglio con 248 euro. Il ritorno è del 5,8%, e addirittura del 9,8% per l’ arte contemporanea. «E’ vero – spiega Cristina Ragazzoni, presidente della Commissione Art Advisory dell’ Aipb, associazione che riunisce le banche private -: l’ arte contemporanea quota di più perché ha margini di crescita a differenza degli old master. D’ altra parte bisogna stare molto attenti perché, essendo molto legata al marketing, è più volatile. E’ possibile che la crisi Usa comporti una maggior selettività e una frenata dei prezzi». Insomma un quadro non è come un Bot: per farlo fruttare bisogna avere molta pazienza e aspettare il momento giusto per rivenderlo. Ma chi determina le quotazioni nel mercato dell’ arte? Il meccanismo ruota intorno alle case d’ asta che svolgono il ruolo delle Borse. Incrociano domanda e offerta in cambio di una commissione, cercando il modo e il momento giusto per valorizzare al meglio le opere. Sono i prezzi battuti, che vengono immagazzinati in banche dati, a fornire alla fine la quotazione degli artisti. Ma sono i curatori dei grandi musei e i galleristi a lanciarli: non si tratta soltanto di intermediari ma spesso di investitori, perché possono anche metterci del proprio, se credono in un autore. E’ difficile calcolare il volume d’ affari delle gallerie perché spesso le transazioni non affiorano ufficialmente. Crescente importanza stanno riportando le fiere, luoghi d’ incontro di venditori e compratori, ma soprattutto importanti momenti di selezione e confronto. Quanto ai collezionisti, oggi non sono solo privati dotati di patrimonio e gusto estetico, o semplicemente personaggi in cerca di uno status, ma anche banche e fondi d’ investimento che cercano di diversificare il loro portafoglio. Il fenomeno dei fondi d’ arte è recente: comprano opere d’ arte al posto delle azioni. L’ investitore vi entra con una quota minima d’ ingresso, vincolata per un certo numero di anni: minimo cinque. Il vantaggio di affidarsi a dei professionisti nella scelta delle opere (di cui però non si godrà direttamente), è bilanciato dal rischio. Spesso dietro questi fondi ci sono galleristi, case d’ asta, consulenti, interessati a promuovere l’ acquisto di questo o quell’ artista. Al momento non se ne conosce il rendimento: l’ unico a partire è stato un fondo di Philip Hoffmann di Fine Art Management Services. Mentre ha deciso di specializzarsi nel contemporaneo l’ AC Art Fund lanciato dalla casa d’ asta Phillips De Pury, rilevata nel 1999 da Bernard Arnault. In Italia esiste il fondo Pinacoteca cui Banca d’ Italia ha però imposto notevoli limiti per ridurre il rischio degli investitori: può comprare solo opere antiche per un massimo di 100 mila euro per pezzo. L’ accoppiata arte e business di certo fa discutere: il forum «Art for business» ha ospitato, alla Bicocca di Milano, dibattiti sul valore dell’ arte nello sviluppo d’ impresa. Ma il fenomeno del momento sono le aste on-line. Si va dal più noto eBay, a siti specializzati come Artnet.com, conosciuto per il servizio di pricing, che mette in vendita 300 opere alla volta, garantite da esperti e offerte da intermediari noti. Commissione del 10%. E c’ è chi si spinge oltre, come Smartarea che, da aprile, sarà la prima galleria italiana d’ arte contemporanea a vendere solo online con opere da 2 mila a 20 mila euro, sulla falsariga di quello che, da due anni, fa a Londra la Saatchi-Gallery: vendite on line, senza commissioni, che nel 2007 hanno fruttato 100 milioni di dollari. Del resto, secondo il «Laboratorio Nomisma sul commercio dei beni artistici», anche in Italia l’ età media dei nuovi acquirenti sta scendendo verso i 30-45 anni. E’ però un pubblico ancora insicuro, legato ai gusti e alle tendenze del mercato inglese e americano. L’ arrivo a Roma di Larry Gagosian, il più grande mercante d’ arte al mondo, che a dicembre ha aperto una galleria, attesta che il nostro Paese è visto come un mercato promettente (1,8 miliardi di euro) e sfruttabile per le basse quotazioni degli artisti più recenti. Per fare un esempio il prezzo medio di un’ opera d’ arte moderna o contemporanea di minor qualità è di 3.703 euro, per quelle di maggiore qualità può arrivare a 53.989 euro. Comprare e rivendere in Italia da una parte conviene perché il guadagno non è tassato come il capital gain e nemmeno va dichiarato al Fisco. Tuttavia l’ Iva sulle transazioni è tra le più alte al mondo: il 20%. Inoltre per far circolare le opere con più di 50 anni serve la notifica allo Stato che ha diritto di prelazione. Per ottenere il visto per l’ esportazione bisogna pazientare 40 giorni. Un meccanismo macchinoso che scoraggia le transazioni più legate all’ emozionalità.

 di Baccaro Antonella tratto dal Corriere

INVESTI IN MEZZI D'EPOCA

La crisi fa scoprire nuovi beni rifugio e sembra che fra questi ci siano le vetture storiche. Parliamo di una passione e in questo caso lussuosa, non proprio di piccoli risparmi. Anche se, di questi tempi, cala il mercato delle auto nuove quanto sale quello dell’usato, di cui questo è il settore d’élite. La convenienza di spendere per un’auto antica è molto alta nella fascia oltre i 100 mila euro, ma buona anche in quella entro i 50 mila. «Il valore delle vetture storiche aumenta col tempo – spiega Christian Mazzone -, in particolare di quelle di alta gamma. Non ci si rimette mai e l’investimento è ottimo». Oltre a collezionare questi esemplari, Mazzone gestisce l’unica officina romana esclusivamente per il restauro di vetture d’epoca. A Cortina d’Ampezzo partecipa con il gruppo della sua scuderia alla Winter Race, la gara di regolarità sulle Dolomiti in cui appassionati italiani e stranieri si confrontano su splendidi modelli anche anni ’30. Le Maserati d’epoca sono più che raddoppiate di valore negli ultimi 2 anni, mentre le Ferrari sono stazionarie perchè erano già salite molto. «La mia Jaguar E – testimonia un altro collezionista romano, Carlo Boido – ha acquistato più del 30% del valore e sulla vendita dopo 3 anni di una Porsche 356 del ’64 ho ottenuto una rivalutazione del 35 per cento».

COME ORIENTARSI
Il mercato delle auto inglesi è quello in cui è nato il collezionismo ed è enorme l’offerta di pezzi di ricambio. Anche i tedeschi riproducono ogni particolare, contrariamente agli italiani, e sono molto abili come gli olandesi a pilotare i prezzi: una Mercedes Pagoda degli anni ’60 ha triplicato il valore nell’ultimo quinquennio. C’è anche il fatto che l’assicurazione è ridotta (130 euro l’anno per la prima auto e solo 10 in più per ogni altra)e non ci sono tasse: il bollo costa poco, non è una tassa di possesso ma di circolazione e non si paga sulle vetture ferme in garage. Per premiare i vincitori a Cortina c’è il campione di 10 Mille Miglia, Giuliano Canè: «Direi che è un investimento culturale, oltre che economico. Molto oculato e poco dispendioso, l’assicurazione in un piacere futuro».

Sono sempre di più le donne appassionate dei motori di una volta. Una è Daniela Bentivoglio, stilista di raffinati gioielli e accessori, che corre sulle Dolomiti con una Volvo del ’64 e sponsorizza la manifestazione. «Ciò che è bello dura nel tempo – dice – anzi, aumenta il fascino che il tempo stesso dona. Le auto d’epoca, ad esempio. Come bene rifugio danno soddisfazioni a chi compra e a chi vende». I gioielli hanno molto a che fare con le vetture storiche, assicura Giorgio Grassi Damiani, che con il fratello condivide sia l’amministrazione del marchio di famiglia che la passione per le vetture d’epoca, come la Porsche che guida alla Winter Race. «Sono sempre oggetti di lusso, si scelgono per passione e si apprezzano da intenditori. E i clienti si assomigliano». Per Franz Kraler, che con il suo multibrand di lusso è uno degli sponsor della gara, cui partecipa su una Mercedes del ’71, l’auto scelta da Grassi Damiani è la migliore. «L’investimento è ottimo per auto come la Porsche, che aumentano sempre di valore». Il figlio Alexander, 25 anni, alla Winter Race guida una Jaguar E del ’69 e sorprende vedere alla competizione giovanissimi come Pietro e Cesare Foresti, 22 e 17 anni. Ma la loro è una storia di famiglia: ai vincitori under 35 consegnano una miniatura della Bugatti degli anni ’30 con la quale gareggiavano i genitori Guido ed Elsa, tragicamente scomparsi con i coniugi Missoni nell’incidente aereo dell’anno scorso in Venezuela.

EVENTI

Jazz Sotto le Stelle 2013 Nella splendida cornice della terrazza...
Choco Night 2013 Una serata dedicata interamente al...
Cantine Aperte 2013 Due giornate dedicate alla storia del vino...

SOLIDARIETÀ

Un giorno come tanti altri...

Un giorno come tanti altri di qualche anno fà ho conosciuto Elsibetta Torzuoli un avvocato perugino. Una ragazza che sa il fatto suo, una di di quelle “toste”, con un’ottima dialettica ed una profesisonalità di alto livello. Si parlava principalmente di lavoro e di problematiche varie, fino a che lei mi ha iniziato a parlare della Fondazione ANT e della sua grande dedizione nei confronti di questo bellissimo progetto. Bé da quel momento il suo sguardo, quasi impenetrabile, è subito cambiato lasciando il posto ad una evidente emozione e ad un grande trasporto nei confronti di questo progetto; così ho conosciuto altre volonatrie della Fondazione e devo dire che lo stesso squardo l’ho poi ritrovato in tutte le ragazze che si dedicano al progetto. Quando posso, per come posso, anch’io cerco di dare il mio piccolo contributo.

LogoANT100

“ il nostro molto sarebbe niente senza il poco di tanti”

CONTATTI

Se vuoi conoscermi, approfondire
una tematica specifica o una tua necessità
contattami senza nessun impegno.

Sarà un modo per conoscerci e per fare tesoro delle proprie esperienze senza l’obbligo di affrontare nessun percorso profesisonale.

Tiziano Sordini 
Via Piccolpasso Cipriano, 119
06128 Perugia – Italia

Cell. 392 8346196
Tel:+39 075 5055939
Fax +39 075 5016672
tiziano.sordini@bancagenerali.it

*
*
*
Your Message Has Been Sent! Thank you for contacting us.
Oops, An error has ocurred! See the marked fields above to fix the errors.